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Nepal

   da Wikipedia, si ringrazia

Il Nepal (Nepalese: नेपाल - Nepāla [neˈpaːl] [?]) è uno stato dell'Asia meridionale di 147.181 km² con 23.151.423 abitanti al 2001 e capitale Kathmandu.

Confina a nord con la Cina e a sud con l'India ed è uno stato senza sbocco al mare.

Il 28 dicembre 2007 il Parlamento nepalese ha approvato un emendamento costituzionale che ha sancito la transizione alla Repubblica, conclusasi il 28 maggio 2008 mediante la votazione quasi unanime dell'assemblea Costituente.

Il Presidente è Ram Baran Yadav. Il Primo ministro è Pushpa Kamal Dahal.

La lingua ufficiale è il nepalese.[1]

Il territorio, compreso tra la pianura del Gange e la catena montuosa dell'Himalaya, è prevalentemente montuoso e presenta un dislivello notevole (da 80 a 8.848 m). Geograficamente è parte del subcontinente indiano.

La capitale Kathmandu è situata a circa 1.350 m d'altitudine, con una popolazione di 850.000 abitanti e circa 1.500.000 nell'intera area metropolitana[2] comprendente diverse città e villaggi fra cui Lalitpur e Bhaktapur. L' area si estende nella cosiddetta Valle di Kathmandu, corrispondente all'alto bacino del fiume Bagmati. La città di Pokhara invece, situata nella regione centrale ai piedi del massiccio dell'Annapurna, con i suoi 200.000 abitanti (circa 300.000 nell'area metropolitana)[2] è il secondo agglomerato urbano nepalese e precede poche altre città che superano i 100.000 abitanti (Dharan, Hetauda, Butawal, Biratnagar e Birganj).

Nepal

Nepal - Bandiera

 

 

Nepal - Stemma

(dettagli)

 

 

 

Motto: Madre e madrepatria valgono più del Regno dei Cieli

Generalità

Nome completo:

Repubblica federale democratica del Nepal

Nome ufficiale:

सङ्घीय लोकतान्त्रिक गणतन्त्र नेपाल
Saṅghīya lokatāntrika gaṇatantra Nepāla

Lingue ufficiali:

nepalese

Capitale:

Kathmandu  (671.846 ab. / 2001)

Politica

Forma di governo:

Repubblica federale

Presidente:

Ram Baran Yadav

Primo ministro:

Pushpa Kamal Dahal


 

Ingresso nell'ONU:

14 dicembre 1955

Superficie

Totale:

147.181 km²  (94º)

 % delle acque:

2,8 %

Popolazione

Totale (2001):

23.151.423 ab.  (40º)

Densità:

196 ab./km²  

Geografia

Continente:

Asia

Fuso orario:

UTC +5:45

Economia

Valuta:

Rupia nepalese

PIL (PPA)  (2005):

39.136 milioni di $  (87º)

PIL procapite (PPA)  (2005):

1.675 $  (154º)

ISU  (2005):

0,534 (medio)  (142º)

Energia:

0,008  kW/ab.

Varie

TLD:

.np

Prefisso tel.:

+977

Sigla autom.:

NEP

Inno nazionale:

Rastriya Gaan

Festa nazionale:

28 maggio

Il Nepal (Nepalese: नेपाल - Nepāla [neˈpaːl] [?]) è uno stato dell'Asia meridionale di 147.181 km² con 23.151.423 abitanti al 2001 e capitale Kathmandu.

Confina a nord con la Cina e a sud con l'India ed è uno stato senza sbocco al mare.

Il 28 dicembre 2007 il Parlamento nepalese ha approvato un emendamento costituzionale che ha sancito la transizione alla Repubblica, conclusasi il 28 maggio 2008 mediante la votazione quasi unanime dell'assemblea Costituente.

Il Presidente è Ram Baran Yadav. Il Primo ministro è Pushpa Kamal Dahal.

La lingua ufficiale è il nepalese.[1]

Il territorio, compreso tra la pianura del Gange e la catena montuosa dell'Himalaya, è prevalentemente montuoso e presenta un dislivello notevole (da 80 a 8.848 m). Geograficamente è parte del subcontinente indiano.

La capitale Kathmandu è situata a circa 1.350 m d'altitudine, con una popolazione di 850.000 abitanti e circa 1.500.000 nell'intera area metropolitana[2] comprendente diverse città e villaggi fra cui Lalitpur e Bhaktapur. L' area si estende nella cosiddetta Valle di Kathmandu, corrispondente all'alto bacino del fiume Bagmati. La città di Pokhara invece, situata nella regione centrale ai piedi del massiccio dell'Annapurna, con i suoi 200.000 abitanti (circa 300.000 nell'area metropolitana)[2] è il secondo agglomerato urbano nepalese e precede poche altre città che superano i 100.000 abitanti (Dharan, Hetauda, Butawal, Biratnagar e Birganj).

Storia

  Per approfondire, vedi la voce Storia del Nepal.

La storia del Nepal si perde anticamente nel mito. I primi abitanti documentati della valle di Kathmandu sono stati i Lichhavi (VIII secolo a.C.), cui sono seguiti i Thakuri (IX-XII secolo d.C.) e i Malla (XIII-XVIII secolo).

L'unificazione del paese è avvenuta nel 1768 ad opera di Prithvi Narayan Shah, capostipite dell'ultima dinastia regnante. Nel corso del XIX secolo il Nepal si è scontrato rovinosamente con la Cina e con l'India britannica, riuscendo però a conservare l'autonomia in cambio di tributi e cessioni territoriali. Nel 1846 un colpo di stato ad opera del generale Jang Bahadur Rana ha confinato la dinastia Shah ai margini della politica per oltre un secolo.

Tra il 1947 ed il 1951 il movimento democratico ha rovesciato la famiglia Rana con l'aiuto dell'India, e il re Tribhuvan ha fatto ritorno dall'esilio promettendo la democrazia. A questi è subentrato Mahendra, che nel 1962 ha vietato i partiti politici ed instaurato il sistema dei panchayat ("consigli dei cinque"). Il figlio Birendra ha proseguito la politica del padre ma nel 1990 si è visto costretto, dopo le proteste popolari (Jana Andolan, ossia movimento popolare), a concedere le elezioni. È stato assassinato dal figlio Dipendra nel 2001 insieme ad altri membri della famiglia reale. Gyanendra, fratello minore di Birendra, era tra i pochi sopravvissuti ed è salito al trono pochi giorni dopo. Il primo febbraio 2005 Gyanendra ha licenziato il governo ed esercitato direttamente il potere esecutivo, cui ha rinunciato il 21 aprile 2006 in seguito ad una nuova ondata di malcontento popolare (Loktantra Andolan, ossia movimento democratico) che ha portato alla decisione di trattare con il movimento rivoluzionario di ispirazione maoista, che a fine novembre aveva per la prima volta tenuto una manifestazione nella capitale Kathmandu. Il 16 dicembre 2006 i maoisti e il Governo nepalese hanno raggiunto un accordo per una Costituzione provvisoria, che ha aperto la via del governo e del Parlamento anche ai ribelli. La legislatura ad interim ha portato all'elezione di un'Assemblea Costituente in seno alla quale si discuterà sia della forma di stato che della forma di governo che il Nepal dovrà adottare[3]. Il 28 dicembre 2007 è stato approvato dal parlamento un emendamento costituzionale che è di fatto il primo passo per la trasformazione del Nepal in una Repubblica federale[4]. Le elezioni sono avvenute il 10 aprile 2008 sancendo, con 220 seggi su 601, la netta vittoria del partito maoista. Il 28 maggio 2008 è stata proclamata la Repubblica.

Geografia

Pur essendo uno stato di dimensioni medio-piccole, il Nepal presenta una notevole varietà di climi ed ambienti naturali, comprendendo territori che spaziano dalla pianura del Gange alla catena montuosa dell'Himalaya. Otto dei quattordici "ottomila" del pianeta sono compresi in territorio nepalese: per esempio il massiccio del Dhaulagiri, quello dell'Annapurna o quello del Manaslu, oppure condivisi con la Cina (quello dell'Everest, del Lhotse, del Makalu, e del Cho Oyu), o con l'India (nel caso del massiccio del Kanchenjunga). Numerose altre vette superano i 7000 metri.

Orografia

cliccare

 

 

l

Volendo tentare un'elencazione (peraltro senza pretesa d'esaustività) di questi giganti orografici, la cui concentrazione non trova riscontro in nessun'altra zona del pianeta, si può osservare che le vette principali, ordinate pressappoco da ovest ad est, sono le seguenti:

  • Api (7132 m) e Saipal (7031 m), nella zona occidentale del Paese;

  • Nella zona centrale si trovano invece i vasti massicci del Dhaulagiri (8167 m nella vetta del Dhaulagiri I, ma con almeno altre tre cime superiori ai 7000 m) e dell'Annapurna (8091 m nella vetta dell'Annapurna I, ma anche in questo caso con almeno altre cinque cime che superano i 7000 metri), divisi dal fiume Kali Gandaki. Sempre nel massiccio dell'Annapurna la vetta del Machhapuchhre (6996 m), che domina la città di Pokhara, risulta meno elevata ma celeberrima sia per la caratteristica ed inconfondibile forma svettante a coda di pesce appuntita (è nota anche come il Cervino dell'Himalaya), sia perché sacra agli Induisti e come tale il governo ne ha proibito per legge l'ascensione e soprattutto l'accesso alla vetta, la quale è tuttora inviolata;

  • Sempre nella zona centrale si situano Manaslu (8163 m) e Himal Chuli (7893 m);

  • A nord della capitale, e visibile da essa, svetta il caratteristico sky-line del Langtang Lirung (7225 m);

  • Procedendo verso est, sul confine cinese, si trovano nell'ordine: il Gaurisankar (7134 m), il Cho Oyu (8201 m), l'Everest (8848 m), detto Sagaramāthā in nepalese e Chomolangma in tibetano, notoriamente la massima vetta del pianeta, col vicinissimo Lhotse (8516 m), il più distante Makalu (8463 m) e, sempre nella stessa zona ma interamente in territorio nepalese, il Nuptse (7885 m), il Baruntse (7129 m) ed il Chamlang (7319 m);

  • Lungo l'estremo confine orientale con la Cina si erge il Jhinsang (7483 m);

  • Sul confine con l'India, più precisamente con lo stato indiano del Sikkim s'allineano, da nord a sud in circa 30 Km di crinale, il Pathibhara (7123 m, detto anche "La Sfinge"), il Kirat Chuli (7365 m, detto anche "Tent Peak"), il Nepal Peak (7168 m), il Gimigola (7350 m), ma soprattutto il Kanchenjunga (8598 m), terza vetta del pianeta e seconda dell'Himalaya, poi il Talunga (7349 m) ed il Kabru (7317 m). Nel medesimo gruppo, infine, interamente in territorio nepalese svetta il Kumbhakarna (7710 m).

Il resto dell'orografia nepalese, ancorché non certo trascurabile, è insignificante, almeno in termini meramente statistici, a fronte dei giganti sopra menzionati.

La catena dei Mahabharat Lekh, sfrangiandosi in catene minori interrotte dalle valli degli innumerevoli fiumi che scendono dall'Himalaya e dal Tibet per affluire direttamente ed indirettamente nel Gange, corre parallela all'Himalaya poco più a sud di quest'ultima dall'ovest all'est di tutto il Nepal, ma si erge con vette ben inferiori ai 3000 m (la vetta più elevata è di soli 2794 metri, nel settore occidentale della catena) ed ha importanza più che altro dal punto di vista climatico nel fermare una consistente quota delle precipitazioni monsoniche lungo i suoi versanti meridionali.

Idrografia

Il fiume Kali Gandaki tra Jomosom e Kagbeni

Tutto il territorio del Nepal tributa al bacino del Gange ed i maggiori affluenti (e subaffluenti) di sinistra (specie per portata d'acqua) del gigantesco corso d'acqua indiano provengono quasi tutti dal Nepal. A parte i tributari minori, sostanzialmente si fa riferimento a tre bacini idrografici principali. Da occidente a oriente, nell'ordine, essi sono: il bacino del Karnali, quello del Narayani-Gandaki e quello del Sapt Kosi. Tutti traggono le loro origini dalla sezione più elevata della catena dell'Himalaya; talvolta, addirittura, dallo stesso altopiano del Tibet. In questo secondo caso, a volte, percorrono centinaia di chilometri prima d'entrare in territorio nepalese dopo essersi scavati impressionanti gole che tagliano la catena dell'Himalaya. Il loro regime è comunque torrentizio, essendo influenzato sia dallo scioglimento delle nevi dei giganteschi ghiacciai e nevai himalayani, sia dalle precipitazioni estive monsoniche: non di rado il rapporto fra le portate minime invernali e quelle estive supera le 100 volte ed in estate possono verificarsi anche inondazioni devastanti. Comunque l'alimentazione anche nivale di questi corsi d'acqua ne garantisce, pure ad acque basse, una sempre più che discreta portata.

Il Karnali nasce da due rami, denominati rispettivamente Humla Karnali e Mugu Karnali. Percorre una valle in accentuata pendenza (il fiume è celebre dal punto di vista turistico perché assai sfruttato per il rafting) fra canyon e giungla, ed ha portate possenti nella stagione delle piogge coi suoi affluenti nepalesi Seli e Bheri (a sua volta formato dal Thuli Bheri e dal Sani Bheri). Costituisce il maggiore fiume del Nepal per lunghezza, superficie di bacino e portata d'acqua: le portate massime sono di diverse migliaia di metri cubi al secondo.

Il Narayani, invece, drena la sezione centrale del Nepal ed è alimentato da un ventaglio di affluenti e subaffluenti: Kali Gandaki, Seti (che bagna Pokhara, secondo agglomerato urbano del Nepal, importante centro turistico per le escursioni ed il trekking sull'Annapurna), Marsyangdi, Buri Gandaki, Trisuli, Rapti, ecc... Pure questi fiumi sono ampiamente sfruttati per il rafting, anche se i progetti di valorizzazione idroelettrica del Nepal (sotto tale profilo esistono risorse e potenzialità enormi, paragonabili a quelle di poche altre nazioni al mondo), in qualche caso stanno compromettendone l'uso turistico. A proposito della valle del Kali Gandaki (fiume sacro del Nepal, sulle cui rive si susseguono, numerosi, siti di cremazione e sepoltura), esiste una curiosità geografica rilevante e relativa alla sua porzione mediana: si tratta della valle più profonda del mondo (oltre 6,5 Km di dislivello fra fondovalle e creste montuose), siccome scorre fra i due "ottomila" Annapurna e Dhaulagiri che si fronteggiano rispettivamente in sinistra e destra idrografica (distando le cime meno di 40 Km l'una dall'altra) ed il fondovalle è a meno di 1.500 m sul livello del mare. La parte alta del Kali Gandaki, invece, attraversa la remota e desertica regione del Mustang che, compresa fra le catene dell'Himalaya e del Transhimalaya, non riceve nemmeno un consistente tributo idrico nella stagione dei monsoni, perché le correnti d'aria umida si fermano contro il versante meridionale della catena himalayana e qui scaricano ingenti masse d'acqua. La città di Pokhara, ad esempio, in virtù della sua posizione geografica (nella fattispecie ai piedi del versante sud del massiccio dell'Annapurna, senza catene di monti molto elevate che sostanzialmente la isolino dal bassopiano gangetico), è molto più esposta ai monsoni estivi umidi di quanto non lo sia Kathmandu, più protetta a sud dalla catena del Mahabharat, sicché, durante il monsone estivo, riceve quasi il 90% delle precipitazioni annue (anche superiori a 2.500 mm di pioggia) mentre tale aliquota si riduce al 65% - 70% per la capitale.

Il Sapt Kosi, infine, occupa la sezione orientale del Nepal, coi suoi numerosi affluenti e subaffluenti (Indruwati, Bhote Kosi, Tamba Kosi, Dudh Kosi (che scende dalla zona dell'Everest), Arun, Tamur, ecc.). Anche questi fiumi sono utilizzati per il rafting e sfruttati a scopo idroelettrico.

All'estremità occidentale del Nepal, poi, scorre il Kati, altro fiume Himalayano tributario del Gange, che marca con il suo corso quasi tutto il confine occidentale con l'India.

Esiste, poi, un sistema idrografico secondario che scaturisce dalle catene montuose interne (Mahabharat o Middle Hills, ecc.) caratterizzato da regime assolutamente torrentizio (con rapporti fra portate di piena e di magra anche maggiori di 1.000 volte), in dipendenza, stavolta, delle sole piogge monsoniche concentrate nei mesi da giugno a settembre. Le montagne da cui traggono origine questi fiumi sono troppo poco elevate (massimo 2.700 m/s.l.m.) per consentire la formazione di ghiacciai. Fra questi fiumi citiamo il Bagmati, fiume sacro del Nepal (sulle sue rive, nei pressi dell'aeroporto di Kathmandu, si trova il celeberrimo sacro tempio hindu di Pashupatinath), che origina poco a nord di Kathmandu, bagna la città ed il suo sobborgo meridionale di Patan e raccoglie numerosi piccoli affluenti nella Valle di Kathmandu e nell'area metropolitana stessa della capitale nepalese, prima di entrare in territorio indiano e confluire nel Gange.

Geologia

L'origine della catena himalayana, insieme all'altopiano del Tibet ed alle catene montuose minori, va ricercata nella collisione che avvenne all'incirca 60 milioni di anni fa tra la zolla indiana e la zolla euroasiatica (convergenti con subduzione dell'India). Durante questo processo i due continenti intrappolarono un intero mare preistorico, ed i sedimenti organici in esso presenti vennero coinvolti nel processo orogenetico, al punto che ancora oggi è possibile rinvenire ammoniti fossili nel letto del fiume Kali Gandaki, a 3000 m di altitudine. Si possono inoltre notare altri fenomeni quali la presenza di sacche di gas naturale ad un'altitudine di 3800 m (ad esempio il "fuoco sacro" di Muktinath, fiammelle che da tempo immemore ardono in alcuni anfratti nella roccia).

La teoria della collisione continentale risulta anche suffragata dal ritrovamento sulla catena Himalayana della tipica sequenza di rocce di tipo ofiolitico.

Morfologia

Il Nepal è percorso longitudinalmente da alcune catene montuose, intervallate da valli e conche, e seguendo l'andamento del dislivello si possono anche genericamente definire le zone climatiche.

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  • La pianura gangetica (Terai), a 100 m s.l.m., è caratterizzata da un clima tropicale.

  • Le colline Chure (o Siwalik) presentano un'altitudine media di circa 1000 m, sono ricoperte dalla foresta pluviale e risultano inadatte all'agricoltura.

  • Le colline Mahabharat invece (circa 2000 m) sono assai sfruttate per il terrazzamento e la coltivazione di riso.

  • Nella fascia intermedia di Pahar (circa 1500 m) vi sono numerosi insediamenti umani, fra i quali Pokhara e la stessa valle di Kathmandu.

Le montagne dell'Himalaya sono coltivate fino all'altitudine in cui il clima lo consente, poi seguono i boschi e per finire, intorno ai 4000 m, vi è l'ultima vegetazione erbacea.

  • Il Transhimalaya è infine situato nella caratteristica zona in cui la linea dello spartiacque non coincide con quella delle creste della catena montuosa: geograficamente si è già a nord dell'Himalaya, ma si è ancora nel bacino idrografico del Gange (e non, come dovrebbe teoricamente essere, del Brahmaputra). Culturalmente e paesaggisticamente la zona transhimalayana appartiene al Tibet, e risulta notevolmente più secca di altre zone del Nepal perché le montagne sono in grado di fermare le nubi monsoniche. Quassù si trova anche il Mustang, un piccolo regno interno al Nepal costituito da montagne brulle, pietraie ed isolati villaggi con i propri monasteri buddhisti. È situato interamente sopra i 2800 metri di quota.

Clima

Il paese è localizzato in una zona caratterizzata da un clima subtropicale, che presenta principalmente due fasi stagionali: la stagione delle piogge (da giugno a fine settembre), e la stagione secca (il resto dell'anno). Questa alternanza è dovuta alla presenza dei monsoni, i venti periodici caratteristici dell'Asia meridionale e sudorientale.

Il monsone estivo spira dall'oceano indiano verso il continente caricandosi di umidità e portando la pioggia, mentre quello invernale spira dall'arido altopiano del Tibet verso l'oceano, dando origine ad un cielo terso e ad un clima secco.

Vi possono essere delle forti escursioni termiche tra estate ed inverno, ma vista la variabilità del territorio, è anche assai facile che una certa zona presenti un microclima diverso da un'altra. Generalmente il momento più caldo dell'anno risulta a cavallo tra i mesi di maggio e giugno, al termine della stagione secca. Il periodo in cui la natura è più rigogliosa è invece l'autunno (all'incirca ottobre e novembre), quando le piogge sono ormai terminate ed il clima è divenuto mite.

Popolazione [modifica]

Statistiche sulla popolazione[5]

Popolazione 2001

23.151.423

Popolazione economicamente attiva 2001 (%)

58,2

Tasso di crescita popolazione 2001 (%)

2,25

Speranza di vita alla nascita 2001 (anni)

60,4

Età media della popolazione 2001 (anni)

20,1

Tasso di alfabetizzazione 2001 (%)

54,1

Distribuzione della popolazione (%)

Terai (pianura) 48,4 - Colline 44,3 - Montagna 7,39

Si segnala, comunque, che la popolazione è in forte crescita, al punto che si ritiene ampiamente superata la soglia dei 26.000.000 di abitanti [2].

Etnie

In Nepal sono censite ufficialmente più di 100 gruppi etnici o castali. Di questi, ben 11 superano il 2% della popolazione e le 500.000 persone, ma nessuno si avvicina al 20%.

Principali gruppi etnici del Nepal

Etnia

Numerosità

Percentuale

Collocazione geografica

Gruppo etnico

Chhetri

3 593 000

15,80 %

tutto il Paese

indo-arii e tibeto-birmani

Bahun

2 896 000

12,74 %

tutto il Paese

indo-arii

Magar

1 622 000

7,14 %

colline centro-occidentali

tibeto-birmani

Tharu

1 534 000

6,75 %

Terai occidentale

perlopiù tibeto-birmani, indo-arii e dravidici

Tamang

1 282 000

5,64 %

Valle di Kathmandu e colline centrali

tibeto-birmani

Newa

1 245 000

5,48 %

Valle di Kathmandu

tibeto-birmani

Yadav

900 000

3,9 %

Valle di Kathmandu

perlopiù indo-arii

Altri gruppi etnici sono: Rai/Kiranti, Gurung, Limbu, Bhote/Sherpa, Thakali.

Lingue

Nepalese (Gorkhali), Maithili, Bhojpuri, Tharu, Avadhi, Rajbanshi, Hindi, Urdu, Tamang, Nepal Bhasa (Newari), Magar, Rai/Kiranti, Gurung, Limbu, Bhote/Sherpa, Sunuwar, Danuwar, Thakali, Satar, Santhal ed altre lingue minori.

Religioni

Tempio Indù di Pashupatinath a Kathmandu

Gli ultimi dati ufficiali relativi alla composizione percentuale della popolazione suddivisa per credo religioso sono i seguenti, anche se risalgono a qualche anno fa:

Religioni del Nepal

Induisti

80,62%

Buddhisti

10,74%

Musulmani

4,2%

Kiranti

3,6%

Jainisti

0,45%

Cristiani

0,02%

Altri

0,39%

Va precisato, tuttavia, che si tratta di dati in continua evoluzione, che stanno portando ad un aumento dell'Induismo (ormai prossimo al 90%) a detrimento sia del Buddhismo, sia dell'Islam e dell'Animismo. Peraltro si sta assistendo ad un fenomeno di imponente aumento della religione cristiana (tanto cattolica, quanto protestante) che, in pochi lustri, è passata da pochissime migliaia di fedeli (erano meno di 4.000 nel 1975) ad oltre 250.000, pari a circa l'1% della popolazione [6].

Il Nepal era fino a poco tempo fa l'unico Stato al mondo ad adottare l'Induismo come religione ufficiale, ma è divenuto uno Stato laico con risoluzione del Parlamento del 18 maggio 2006 [7]. Il sovrano medesimo è tuttora da molti considerato una manifestazione del dio Vishnu.

Anche se la maggioranza della popolazione professa l'Induismo, è diffuso anche il Buddhismo, in particolare della corrente tibetana Vajrayana. In alcune aree rurali si praticano anche il Bön (forma di sciamanesimo) e l'animismo (ad esempio la religione dei Kiranti).

Nessun culto (ad eccezione dei monoteismi) ne esclude automaticamente un altro, e talvolta risulta difficile distinguerne le singole caratteristiche. Il sincretismo è diffuso in particolar modo tra i culti Induisti, Buddhisti, animisti e sciamanici.

Ordinamento dello Stato

Suddivisioni amministrative

Il Nepal è diviso in cinque regioni (बिकासक्षेत्र - Bikāsakṣeṭra), a loro volta suddivise in 14 zone amministrative (अञ्चल - Añcala) e 75 distretti (जिल्ला - Jillā)

Regioni del Nepal

Regione

Capitale

Sup. (Km²)

Abitanti

Zone amministrative

Sudura Paścimāñcala (सुदुर पश्चिमाञ्चल)

Dīpāyala (दीपयल)

19.539

2.191.330

Māhākālī, Setī

Madhya Paścimāñcala (मध्य पश्चिमाञ्चल)

Bīrendranagara (बीरेन्द्रनगर)

42.378

3.012.975

Bherī, Karṇālī, Rāptī

Paścimāñcala (पश्चिमाञ्चल)

Pokharā (पोखरा)

29.398

4.571.013

Dhaulāgīrī, Gaṇḍakī, Lumbinī

Madhyamāñcala (मध्यमाञ्चल)

Heṭauṁḍā (हेटौंडा)

27.410

8.031.629

Bāgmatī, Janakapura, Nārāyaṇī

Purvāñcala (पुर्वाञ्चल)

Dhanakuṭa (धनकुटा)

28.456

5.344.476

Mecī, Sagaramāthā, Kośī

Zone amministrative e distretti del Nepal

Zona

Distretti

1. Bāgmatī (बाग्मती)

Bhaktapura · Dhādīṅ · Kāṭhamāḍauṃ · Kābhrepalāñcoka · Lalitapura · Nuvākoṭa · Rasuvā · Sindhupālcoka

2. Bherī (भेरी)

Bardiyā · Dailekha · Jājarakoṭa · Surkheta

3. Dhaulāgīrī (धौलागीरी)

Bāgluṅ · Parvata · Mustāṅ · Myāgdī

4. Gaṇḍakī (गण्डकी)

Gorkhā · Kāskī · Lamajuṅ · Manāṅ · Syāṅjā · Tanahuṁ

5. Janakapura (जनकपुर)

Dhanuṣā · Dolakhā · Mahottarī · Rāmechāpa · Sarlāhī · Sindhulī

6. Karṇālī (कर्णाली)

Ḍolpā · Humlā · Kālikoṭa · Jumlā · Mugu

7. Kośī (कोशी)

Bhojapura · Dhanakuṭā · Saṃkhuvāsabhā · Sunasarī · Tehrathuma · Moraṅ

8. Lumbinī (लुम्बिनी)

Arghākhāṁcī · Gulmī · Kapilavastu · Navalaparāsī · Pālpā · Rūpandehī

9. Māhākālī (माहाकाली)

Baitaḍī · Ḍaḍeladhurā · Dārculā · Kañcanapura

10. Mecī (मेची)

Ilāma · Jhāpā · Pāṁcathara · Tāplejuṅ

11. Nārāyaṇī (नारायणी)

Citavana · Bārā · Makavānapura · Parsā · Rautahaṭa

12. Rāptī (राप्‍ती)

Dāṅ · Pyuṭhāna · Bāṁke · Rolpā · Rukuma · Salyāna

13. Sagaramāthā (सगरमाथा)

Khoṭāṅ · Okhalaḍhuṅgā · Saptarī · Sirāhā · Solukhumbu · Udayapura

14. Setī (सेती)

Achāma · Bājurā · Bajhāṅ · Ḍoṭī · Kailālī

Città principali

Sono elencate le città superiori ai 50.000 abitanti. I dati relativi alla popolazione sono quelli del censimento 2001, anche se stime più recenti vedono mutate alcune posizioni di questa classifica.

  1. Kathmandu (671.846 ab.)

  2. Biratnagar (166.674 ab.)

  3. Lalitpur (162.991 ab.)

  4. Pokhara (156.312 ab.)

  5. Birganj (112.484 ab.)

  6. Dharan (95.332 ab.)

  7. Bharatpur (89.323 ab.)

  8. Mahendranagar (80.839 ab.)

  9. Butwal (75.384 ab.)

  10. Janakpur (74.192 ab.)

  11. Bhaktapur (72 543 ab.)

  12. Hetauda (68.482 ab.)

  13. Dhangadhi (67.447 ab.)

  14. Nepalganj (57.535 ab.)

  15. Triyuga (55 291 ab.)

  16. Siddharthanagar (52.569 ab.)

Istituzioni

L'intero assetto statale è provvisorio, e tale rimarrà fino al termine dei lavori della futura assemblea Costituente, la cui elezione è avvenuta il 10 aprile 2008. Il passaggio dalla monarchia alla Repubblica è avvenuto il 28 maggio 2008. Il Parlamento del Nepal è costituito in funzione di assemblea Costituente.

La carica più alta è quella del Presidente della Repubblica, che detiene poteri cerimoniali unitamente al comando delle forze armate e alla facoltà di proclamare lo Stato d'emergenza. L'attuale Presidente è Ram Baran Yadav. La carica di Vicepresidente, ricoperta da Paramananda Jha, è istituita con le funzioni di coordinare e supportare l'attività del Presidente.

Il Primo ministro detiene invece la carica con i maggiori poteri, essendo a capo del potere Esecutivo[7].

Sistema sanitario

Il sistema sanitario pubblico nepalese è praticamente inesistente. Esistono alcune cliniche private a pagamento.

Politica

Politica interna

Il 25 agosto 2006 il Comitato per la redazione della Costituzione provvisoria ha presentato, dopo 68 giorni di lavori, una nuova Carta fondamentale temporanea nella quale si propone fra l'altro che[3]:

  • L'Assemblea Costituente avrà un mandato della durata di due anni, con sei mesi aggiuntivi per eventuali contrattempi in caso di emergenza.

  • Dopo la promulgazione della Costituzione provvisoria l'attuale Camera dei Rappresentanti sarà sciolta, e verrà formato un Parlamento unicamerale mediante il "consensus" politico.

  • Insieme all'elezione dell'Assemblea Costituente si svolgerà un referendum Istituzionale Monarchia-Repubblica.

  • Il Nepal sarà uno Stato democratico e secolare. Il potere esecutivo potrà essere esercitato unicamente dal governo (Il Sovrano ne è completamente escluso).

  • Le lingue locali avranno valore di ufficialità nella zona della parlata.

  • Saranno stabiliti altri diritti contro la discriminazione delle donne, la tortura, la discriminazione in base alla casta, la censura mediatica, il distacco delle linee telefoniche, la disoccupazione, il lavoro nero, i traffici illegali; ed a favore di un ambiente pulito, delle cure sanitarie primarie gratuite e della sicurezza sociale per donne, anziani, lavoratori e disabili.

  • L'esercito nepalese e l'esercito di liberazione popolare maoista rimarranno due formazioni distinte almeno fino all'elezione dell'Assemblea Costituente.

  • Vi potrà essere almeno 1/3 di presenze femminili nell'amministrazione statale.

La politica interna del periodo attuale è volta perlopiù a gestire il nuovo assetto repubblicano, l'assimilazione degli ex guerriglieri maoisti come forza politica "regolare" e la coesione della coalizione di governo.

Partiti politici

La vita politica nepalese è tradizionalmente personalistica e settaria, con conseguenti scissioni e riunificazioni: da ciò l'elevato numero di partiti politici, che possono essere ricondotti alle seguenti grandi aree ideologiche:

I principali partiti politici nepalesi sono:

I primi otto della lista precedente costituiscono l'alleanza degli otto partiti (i sette partiti cui si è aggiunto in seguito il partito maoista), che si è opposta alla linea politica decretata dal re Gyanendra ottenendo la restaurazione della democrazia, apparsa per la prima volta nel 1991.

Elezioni

Risultati elezioni politiche del 17 maggio 1999 (Camera bassa)

Partito politico

% voti

Seggi

Partito del Congresso nepalese

37,3

111

Partito comunista del Nepal (UML)

31,6

71

Partito Rastriya Prajatantra

10,4

11

Partito Nepal Sadbhavana

3,2

5

Rastriya Jana Morcha

1,4

5

Samyukta Janamorcha Nepal

0,8

1

Partito Nepal Majdur Kisan

0,5

1

Tutti i seggi furono assegnati in collegi uninominali maggioritari

Risultati elezioni politiche del 10 aprile 2008 (Assemblea costituente)

Partito politico

Maggioritario

Proporzionale

Seggi

Voti

%

Voti

%

Magg.

Prop.

Designati

Totale

%

Communist Party of Nepal (Maoist)

3.145.519

30,52

3.144.204

29,28

120

100

 

220

36,60

Nepali Congress

2.348.890

22,79

2.269.883

21,14

37

73

 

110

18,30

Communist Party of Nepal (Unified Marxist-Leninist)

2.229.064

21,63

2.183.370

20,33

33

70

 

103

17,14

Madhesi Jana Adhikar Forum, Nepal

634.154

6,15

678.327

6,32

30

22

 

52

8,65

Tarai-Madhesh Loktantrik Party

345.587

3,35

338.930

3,16

9

11

 

20

3,33

Rastriya Prajatantra Party

310.214

3,01

263.431

2,45

 

8

 

8

1,33

Communist Party of Nepal (Marxist-Leninist)

168.196

1,63

243.545

2,27

 

8

 

8

1,33

Sadbhavana Party

174.086

1,69

167.517

1,56

4

5

 

9

1,50

Janamorcha Nepal

136.846

1,33

164.381

1,53

2

5

 

7

1,16

Communist Party of Nepal (United)

39.100

0,38

154.968

1,44

 

5

 

5

0,83

Rastriya Prajatantra Party Nepal

76.684

0,74

110.519

1,03

 

4

 

4

0,50

Rastriya Janamorcha

93.578

0,91

106.224

0,99

1

3

 

4

0,66

Rastriya Janshakti Party

79.925

0,77

102.147

0,95

 

3

 

3

0,50

Nepal Workers Peasants Party

65.908

0,64

74.089

0,69

2

2

 

4

0,66

Sanghiya Loktantrik Rastriya Manch

36.060

0,35

71.958

0,67

 

2

 

2

0,33

Nepal Sadbhavana Party (Anandidevi)

45.254

0,44

55.671

0,52

 

2

 

2

0,33

Rastriya Janamukti Party

38.568

0,37

53.910

0,50

 

2

 

2

0,33

Nepali Janata Dal

17.162

0,17

48.990

0,46

 

2

 

2

0,33

Communist Party of Nepal (Unified)

51.928

0,50

48.600

0,45

 

2

 

2

0,33

Altre liste e indipendenti

269.397

2,63

458.414

4,26

2

6

 

8

1,33

Da attribuire

 

26

26

Totale (votanti %)

10.306.120

100,00

10.739.078

100,00

240

335

26

601

100,00

Fonte: www.election.gov.np

Economia

Dati economici[5]

PIL 2001/02 (milioni di rupie nepalesi)

422.301

PIL 2002/03 pro capite (rupie nepalesi)

18.799

Tasso di crescita del PIL 2001/02 - 2002/03 (%)

0,82

Esportazioni 2001/02 (% sul PIL)

18,25

Importazioni 2001/02 (% sul PIL)

30,3

Risorse

Le principali risorse del Nepal sono l'agricoltura e il turismo. Gli aiuti economici internazionali costituiscono una parte non trascurabile del bilancio nazionale pur giungendo a destinazione solo in bassissime percentuali data la burocrazia farraginosa e l'elevata corruzione[8] della classe dirigente.

Settore primario

Terrazzamenti per la coltivazione del riso

Settore secondario

Il Nepal non è un paese industrializzato perché mancano le stesse infrastrutture che potrebbero permettere lo sviluppo di questo settore: neppure l'esiguo fabbisogno interno di energia elettrica è pienamente soddisfatto, anche se sono state recentemente costruite alcune centrali idroelettriche sui fiumi Kali Gandaki e Bhote Kosi, progetti finanziati perlopiù da imprese cinesi e indiane.

Settore terziario

Il mercato dei servizi non costituisce una voce significativa nell'economia nepalese, ad eccezione delle attività connesse al turismo. L'introduzione dell'informatica nella società nepalese è ancora agli inizi (nei ministeri è tuttora possibile vedere pile di pratiche giacenti negli armadi e gestite per la maggior parte ancora manualmente); tuttavia, compatibilmente con la sostanziale arretratezza delle reti di comunicazione (ad esempio, al di fuori di poche zone della capitale non pare esistano ancora collegamenti per Internet a banda larga di tipo ADSL), lo stimolo ad incrementare il turismo dovrebbe portare a ridurre il divario informatico e tecnologico rispetto alla società occidentale. Comunque la capitale rappresenta sostanzialmente un'eccezione in un quadro di generale arretratezza.

Trasporti

L'aeroporto di Lukla

Il Nepal a causa della sua conformazione geografica (paese montuoso privo di sbocchi sul mare) non dispone di porti marittimi o autostrade, e le ferrovie ammontano ad appena 59 Km (una linea collegata con l'India che interessa una piccola zona del Terai prossima al confine), e le vie di comunicazione denominate "rājamārga" (strade reali) non sono che, secondo lo standard europeo, semplici strade extraurbane. Vi sono 4617 Km di percorsi asfaltati e 11288 Km di percorsi in ghiaia o terra battuta (dati 2001). Peraltro manca sostanzialmente qualsiasi programma di manutenzione delle reti viarie, che risultano in uno stato di trascuratezza. Nella stessa capitale lo stato delle strade, anche quelle che un tempo erano state bitumate, lascia molto a desiderare: buche, ove non piccole voragini, obbligano talvolta i veicoli ad uscire dal percorso tracciato. Solo le grandi arterie (una decina in tutto, nella zona del palazzo reale), sfuggono parzialmente a questa regola anche per le dimensioni maggiori della carreggiata (ad esempio Kantipath, l'arteria principale che taglia in verticale la capitale per circa 3 Km, è larga quasi 50 metri). Comunque il traffico veicolare, perlomeno nella capitale, è assolutamente caotico anche se in maggioranza si tratta di veicoli a motore obsoleti e privi di qualsiasi manutenzione, che causano un inquinamento dell'aria che non sarebbe tollerabile secondo i parametri europei. Peraltro il traffico urbano a motore convive con un intenso traffico pedonale di biciclette e risciò. Nelle campagne lo stato delle strade è tale per cui un viaggio di un centinaio di chilometri impegna molte ore della giornata, essendo la velocità sostenibile dai veicoli assai limitata.

L'unico scalo aeroportuale internazionale è il Tribhuvana antharrāṣṭriya vimānasthala (aeroporto internazionale "Tribhuvan") di Kathmandu, peraltro con un traffico modesto rispetto ai parametri internazionali (poche centinaia di migliaia di passeggeri all'anno). Vi sono inoltre numerosi aeroporti locali (specie in montagna) perché alcune località sono raggiunte solo dalle mulattiere.

I servizi di trasporto mediante autobus sono molto diffusi ed utilizzati. Specie nei periodi di festività e di maggiore affollamento, è diffuso l'uso improprio (ed assai pericoloso) del tetto per il trasporto dei passeggeri.

Le direttrici principali (राजमार्ग - rājamārga) sono:

  • Tribhuvana rājamārga: porta al confine indiano (Birganj).

  • Pṛthvī rājamārga: da Pokhara a Kathmandu

  • Mahendra rājamārga: percorre tutto il Terai (la pianura) in senso longitudinale.

  • Araniko rājamārga: da Kathmandu a Kodari, confine con la Cina (Tibet).

  • Siddhārtha rājamārga: da Pokhara al confine indiano (Bhairahawa)

Nel settembre 2005 il re Gyanendra ha proposto la costruzione di un collegamento ferroviario elettrificato tra Birganj e Tatopani, che dovrebbe attraversare il Nepal dal confine indiano a quello cinese (Tibet), con la futura possibilità di effettuare un collegamento con la Ferrovia del Qingzang (Lhasa-Golmud).

Turismo

Il turismo è una risorsa economica fondamentale per il paese, che dispone di ingenti vestigia storico-artistiche (ad esempio i centri storici delle principali località della valle di Kathmandu sono tutelati dell'UNESCO), e di un ambiente naturale ancora in gran parte non urbanizzato.

Ambiente

Dal punto di vista naturalistico sono tutelate le seguenti aree:

Cultura

Motto nazionale: जननी जन्मभूमिष्च स्वर्गादपि गरियसि - Jananī Janmabhūmiṣca Svargādapi Gariyasi (Madre e madrepatria valgono più del Regno dei Cieli).

La cultura nepalese può risultare, a seconda del gruppo etnico, assai similare a quelle dell'India o del Tibet. Le affinità si possono notare in particolare nell'abbigliamento, nel cibo e nella lingua. La cultura tradizionale trova inoltre espressione nella danza e nella musica, in particolar modo durante le festività religiose.

Lo sport più popolare è il calcio, di cui è organizzato anche un campionato nazionale. Molto seguiti risultano inoltre il cricket ed il kabadi.

La televisione è stata introdotta nel 1980, e attualmente vi sono sei canali: due pubblici (Nepāla ṭelibhijana, NTV 2 Metro) e quattro privati (Kantipur Television, Image Channel, Channel Nepal e Nepal 1). L'emittente radiofonica pubblica Radio Nepal, fondata nel 1951, trasmette in modulazione di frequenza, onde medie ed onde corte. In totale vi sono più di 56 stazioni radio, molte delle quali trasmettono localmente in FM.

Il calendario ufficiale è il Bikram Sambat, in anticipo di 56,7 anni rispetto al calendario gregoriano.

Arte

Il centro storico di Patan

Le prime testimonianze artistiche Nepalesi risalgono all'epoca dei Lichhavi (secoli IV-VI d.C.), ma la maggior parte delle vestigia della valle di Kathmandu risale al periodo Malla (secoli XIV-XVIII d.C.), ed i centri storici di Kathmandu, Patan e Bhaktapur sono buoni esempi della corrente artistica di quel periodo.

Generalmente le figure spesso flessuose, floreali, tondeggianti e quasi "barocche" secondo l'occhio europeo, sono rigidamente codificate e si ispirano allo stile Gupta indiano.

Architettura

Una particolarità architettonica del Nepal è la pagoda, struttura che è anche comune a molti paesi dell'Asia orientale come Cina o Giappone anche se in forme diverse. Si tramanda che il suo inventore fu l'architetto nepalese Araniko, vissuto nel XIII secolo; e che la sua arte fu poi esportata e fece fortuna in gran parte dell'estremo oriente.

Festività

Le festività nepalesi sono legate perlopiù alle religioni indù e buddhista: di seguito ve ne sono alcune fra le più significative, tenendo conto che l'anno nepalese (calendario Bikram Sambat) inizia verso la metà di aprile.

  • Biskhet Jatra: si celebra l'anno nuovo con processioni e riti sacri.

  • Rato Machhendranath: festa che si svolge a Patan in onore di Machhendranath "rosso"; si prega affinché il dio porti un monsone copioso e raccolti abbondanti.

  • Buddha Jayanti: anniversario della nascita del Buddha, fine maggio.

  • Naga Panchami: festività dedicata ai Naga, le potenze sotterranee con aspetto di serpente.

  • Janai Purnima (o Raksha Bandhan): i bramini sostituiscono il loro cordone sacro e la gente comune indossa al polso una fascia gialla che scaccia la sfortuna.

  • Gai Jatra: si celebra poco dopo la metà di agosto.

  • Krishna Jayanti: anniversario della nascita di Krishna, fine agosto.

  • Teej: si celebra ad inizio settembre, coinvolge perlopiù le donne, che si recano in processione ai templi.

  • Indra Jatra: metà settembre. È la fine della stagione delle piogge, e si ringrazia il dio Indra per la sua munificenza. In questa occasione viene innalzato il grande palo in Durbar Square a Kathmandu, e la Kumari reale (manifestazione divina in terra) benedice il Sovrano.

  • Dasain: La festa dura in totale quindici giorni ad inizio ottobre. Il giorno d'inizio è chiamato Ghatasthapana, e nei primi nove (nava ratri) si venerano vari aspetti terrifici della Grande Dea. Le celebrazioni trovano il culmine nei tre giorni dopo il sesto (Fulpati, Maha Astami e Navami): la notte tra questi ultimi due è Kala Ratri (notte nera), durante la quale iniziano i sacrifici animali.

  • Tihar: seconda metà di ottobre. Durante Dipavali, il terzo giorno della festa, i templi e le case vengono illuminati degnamente in attesa della venuta di Lakshmi, dea della fortuna e dell'abbondanza. Gai Puja è il quarto giorno, inizio del nuovo anno secondo il calendario Nevari (Nepal Sambat). Bhai Tika è il quinto, durante il quale avviene la cerimonia del Tika (il punto sacro sulla fronte).

  • Chaitra Dasain: "piccolo" Dasain, fine marzo.

  • Sveto Machhendranath: festa che si svolge a Kathmandu in onore di Machhendranath "bianco".

Cucina

La Cucina Nepalese offre una discreta scelta di piatti, ed ogni etnia ha le sue tradizioni culinarie.

Il piatto più comune è il dal bhat (lenticchie e riso), che spesso è accompagnato dalla verdura a vapore (tarkari). È diffuso il consumo di carne di bufalo e di volatili da cortile, anche se gli Indù praticanti sono tendenzialmente vegetariani.

La bevanda per eccellenza è il (चाय cāya, pron.:"ciai"): in Nepal si beve sovente quello nazionale, molto fermentato e seccato in piccoli grani. Si consuma molto latte, che è anche la base per la produzione del lassi (bevanda) e dello yogurt.

Nelle zone himalayane prevale invece la cucina tibetana, ovvero tsampa (farina d'orzo impastata con acqua), momo (ravioli di farina d'orzo ripieni di carne, patate o verdura) e chang (birra d'orzo).

Nei quartieri turistici di Kathmandu (in particolare Thamel) e Pokhara, si trovano ristoranti in grado di preparare piatti di tutte le cucine del mondo, compresa quella italiana, francese, tedesca, sudamericana, ecc..., oltre naturalmente a quelle asiatiche: sotto tale aspetto i nepalesi sono considerati eccellenti cuochi in grado, con i prodotti della loro terra, di imitare quasi alla perfezione tutte le cucine del mondo, sopperendo in tal modo ad una certa limitatezza delle varietà culinarie autoctone a tutto beneficio del turismo.

Note

  1. ^ La Costituzione provvisoria eleva al rango di "lingue nazionali" anche alcune parlate locali come Maithili, Bhojpuri e Newari.

  2. ^ a b c Stima all'anno 2006

  3. ^ a b (NE) Costituzione provvisoria del Nepal, 2063 B.S.

  4. ^ La Stampa, Addio al re, il Nepal diventa una repubblica

  5. ^ a b (EN) Istituto centrale di statistica del Nepal, Nepal in cifre 2004

  6. ^ Stime all'anno 2005

  7. ^ a b (EN) Proclamazione della Sovranità del Parlamento nepalese, 2063 B.S.

  8. ^ (NE) Resoconti della Commissione per l'investigazione sull'abuso di autorità (CIAA)

Bibliografia

  • Giuseppe Tucci, Nepal: alla scoperta del regno dei Malla, Newton Compton, Roma, 1996

  • Manjushree Thapa, Forget Kathmandu, Neri Pozza, 2006

  • Alessandro Gilioli, Premiata macelleria delle Indie, Rizzoli, 2007

  • Enrica Garzilli, "Strage a palazzo, movimento dei Maoisti e crisi di governabilità in Nepal", in L'Asia prima e dopo l'11 settembre. Asia Major 2002, Società editrice il Mulino, Bologna, 2003.

  • AA.VV., Nepal, EDT, Torino, 2007

Informazione

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Natura [modifica]

Altro [modifica]

 

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