Coritour  MESSICO

 

  

   HOME

 

  Home Francotours

 

  Foto index

  Foto amici

 

  Patagonia

  Brasile

  Argentina

  Cile

  Bolivia

 

  Uzbekistan-Samarcanda

 

  Romania

 

  India - Nepal

 

  Italia

 

  Paris

  USA

  Libya

  Marocco

  Thai-Cambogia

  Giordania

  Zodiac Qusayr Amra

  Siria

  Russia

  Perù  Nazca

  Mexico

  Guatemala

  Cile

  Argentina

  Brasile

  Grecia

  Scozia

  Olanda

 

 

  Diari di Viaggio

 

  TERRA

  CONTINENTI

  NAZIONI

  CITTA'

   

 

  Meteorologia

  Astronomia

  Cielo del Mese

 

  NEWS 

  Utility

  Link

 

  Google Large Map

 

  Riservato

 

  Posta email

 

  TV & RADIO online

 

  TV  SKY TG 24

 

  RADIO  online

   

  credits

 

 

 

 

 

HOME   pagina precedente  -  pagina successiva   Guatemala (cliccare)

                                                               

Foto  Messico

 

       
  Foto  Betta  Mexico   Foto  Betta  Guatemala  
       

 


 

 Messico

        da Wikipedia,  si  ringrazia

 

Il Messico (nome ufficiale: Estados Unidos Mexicanos; italiano: Stati Uniti Messicani) è una repubblica democratica, rappresentativa e composta di 32 Stati federali che occupa la parte meridionale del Nord America. Secondo l'attuale costituzione, la sede dei poteri della federazione e capitale dello stato è Città del Messico, il cui territorio è stato designato come il Distretto Federale.

Il Messico è delimitato a nord dal confine con gli Stati Uniti d'America, ad est dal Golfo del Messico e dal Mar dei Caraibi, a sud-est da Belize e Guatemala, e ad ovest dall'Oceano Pacifico. Si estende su una superficie di 1.972.550 km² (al quattordicesimo posto tra gli stati più estesi del mondo), ed è popolato da 107,1 milioni di persone,[1] il che lo rende il più popoloso paese di lingua spagnola. Lo spagnolo convive in Messico con molte lingue indigene, ufficialmente riconosciute.

L'insediamento umano in questo territorio risale a più di 30 mila anni fa, da allora si succedettero svariati popoli, sia agricoltori della mesoamerica che nomadi. Dopo la conquista spagnola, il Messico iniziò la sua lotta per l'indipendenza politica nel 1810. In seguito, per quasi un secolo, il paese è stato coinvolto in una serie di guerre interne e di invasioni straniere che hanno avuto un impatto forte in tutti gli ambiti della vita messicana. Per la maggior parte del XX secolo (principalmente per la prima metà) si assistette ad un periodo di forte crescita economica nel contesto di una politica dominata da un unico partito politico.

Per volume di prodotto interno lordo (PIL), il Messico è considerata la quattordicesima economia mondiale. [2] Tuttavia la distribuzione della ricchezza è così diseguale che nel paese convivono indici di sviluppo umano che possono variare da quelle di nazioni sviluppate come la Germania[3] o situazioni paragonabili a quelle del Burundi.[4] Per una buona parte del XX secolo la principale fonte di ricchezza del paese è stato il petrolio, anche se il processo di industrializzazione del paese ha permesso una diversificare dell’economia. Le rimesse dei lavoratori all'estero aumentate di anno in anno, rappresentano il 3% del PIL e un'importante fonte di valuta estera per il paese, accanto ai proventi delle esportazioni di petrolio e del turismo.[5][6]

Il Messico è una potenza regionale[7][8] e il solo paese dell'America Latina ad essere membro dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) sin dal 1994.

Messico

 

 

(dettagli)

 

 

(dettagli)

Motto: {{{motto}}}

Generalità

Nome completo:

Stati Uniti Messicani

Nome ufficiale:

Estados Unidos Mexicanos

Lingue ufficiali:

Nessuna ufficiale; de facto lo spagnolo e altre 62 lingue indigene

Capitale:

Città del Messico

Politica

Forma di governo:

Repubblica federale

Presidente:

Felipe Calderón

Capo di governo:

 

Indipendenza:

dichiarazione: 6 Novembre 1813; consumazione 27 settembre 1827; celebrazione 16 settembre 1810 (dalla Spagna)


 

Ingresso nell'ONU:

21 novembre 19451

Superficie

Totale:

1.972.550 km²  (14º)

 % delle acque:

2,5 %

Popolazione

Totale (2007):

108.700.891 ab.  (11º)

Densità:

55,1 ab./km²  

Geografia

Continente:

America settentrionale

Fuso orario:

UTC da -6 a -8

Economia

Valuta:

Peso messicano2


 

Energia:

 

Varie

TLD:

.mx

Prefisso tel.:

+52

Sigla autom.:

 

Inno nazionale:

 

Festa nazionale:

 

[[Image:|295px|]]

Il Messico (nome ufficiale: Estados Unidos Mexicanos; italiano: Stati Uniti Messicani) è una repubblica democratica, rappresentativa e composta di 32 Stati federali che occupa la parte meridionale del Nord America. Secondo l'attuale costituzione, la sede dei poteri della federazione e capitale dello stato è Città del Messico, il cui territorio è stato designato come il Distretto Federale.

Il Messico è delimitato a nord dal confine con gli Stati Uniti d'America, ad est dal Golfo del Messico e dal Mar dei Caraibi, a sud-est da Belize e Guatemala, e ad ovest dall'Oceano Pacifico. Si estende su una superficie di 1.972.550 km² (al quattordicesimo posto tra gli stati più estesi del mondo), ed è popolato da 107,1 milioni di persone,[1] il che lo rende il più popoloso paese di lingua spagnola. Lo spagnolo convive in Messico con molte lingue indigene, ufficialmente riconosciute.

L'insediamento umano in questo territorio risale a più di 30 mila anni fa, da allora si succedettero svariati popoli, sia agricoltori della mesoamerica che nomadi. Dopo la conquista spagnola, il Messico iniziò la sua lotta per l'indipendenza politica nel 1810. In seguito, per quasi un secolo, il paese è stato coinvolto in una serie di guerre interne e di invasioni straniere che hanno avuto un impatto forte in tutti gli ambiti della vita messicana. Per la maggior parte del XX secolo (principalmente per la prima metà) si assistette ad un periodo di forte crescita economica nel contesto di una politica dominata da un unico partito politico.

Per volume di prodotto interno lordo (PIL), il Messico è considerata la quattordicesima economia mondiale. [2] Tuttavia la distribuzione della ricchezza è così diseguale che nel paese convivono indici di sviluppo umano che possono variare da quelle di nazioni sviluppate come la Germania[3] o situazioni paragonabili a quelle del Burundi.[4] Per una buona parte del XX secolo la principale fonte di ricchezza del paese è stato il petrolio, anche se il processo di industrializzazione del paese ha permesso una diversificare dell’economia. Le rimesse dei lavoratori all'estero aumentate di anno in anno, rappresentano il 3% del PIL e un'importante fonte di valuta estera per il paese, accanto ai proventi delle esportazioni di petrolio e del turismo.[5][6]

Il Messico è una potenza regionale[7][8] e il solo paese dell'America Latina ad essere membro dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) sin dal 1994.

Toponomastica

Pagina del Codice Mendoza, dove viene rappresentata l'aquila simbolo del Messico.

Il Messico è un'entità politica che nacque nel XIX Secolo. Anche se alcuni autori della Colonia si proclamavano messicani[9], fu solo dopo l'indipendenza che si adottò definitivamente il nome di "Messico" per il Paese.

Dalla sua creazione come Stato federale, il nome ufficiale del paese è Stati Uniti Messicani, anche se nella costituzione del 1824 venivano utilizzate indiscriminatamente le espressioni Nación Mexicana e Stati Uniti del Messico (Nación Mexicana e Estados Unidos Mexicanos) .[10] La costituzione del 1857 ufficializzò l'uso del nome Repubblica Messicana, però nel testo si usava anche l'espressione Stati Uniti Messicani.[11] La costituzione vigente, promulgata nel 1917, stabilisce che il nome ufficiale del Paese sia Stati Uniti Messicani.

La parola Messico deriva dalla parola náhuatl Mēxihco [me:ʃiʔko], nome con il quale gli Aztechi designavano la loro capitale. Ci sono diverse ipotesi circa il significato della parola "Mēxihco”. Un’etimologia proposta suggerisce che potrebbe essere interpretato come "luogo [dove vive] Mēxitli o Mēxtli", un nome del patron della guerra degli Aztechi.[12] Un'altra proposta comunemente utilizzata sostiene che il nome derivi dalle parole metztli (luna), xictli (centro) e -co (in, il posto). In questo modo il nome Messico significherebbe Nel centro della Luna o Nel centro del lago della luna, che era uno dei nomi attribuiti al lago di Texcoco. Tuttavia tale spiegazione non è soddisfacente in quanto etimologicamente non idonea.[13]

Alcuni autori (soprattutto in Spagna) preferiscono la variante Méjico al vero e corretto termine México.[14], Entrambe le forme sono ritenute corrette dalla Real Academia de la Lengua Española, che, comunque, suggerisce la forma México e l'uso della "x" in tutte le parole da essa derivate.[15], Storicamente, la maggior parte dei Paesi di lingua spagnola hanno usato la forma contenente la "x".

Storia

Epoca preispanica e civiltà pre-colombiane

Il passato americio del Messico mostra una grande diversità di civiltà. Come il resto d'America, i primi abitanti del paese furono probabilmente dei cacciatori asiatici che attraversarono lo Stretto di Bering al momento delle grandi glaciazioni. Il territorio messicano fu abitato da cacciatori e raccoglitori a partire da circa 30.000 anni fa. L'agricoltura iniziò a svilupparsi nel IX millennio a.C., anche se la coltivazione del mais, la più importante della regione, non iniziò fino al V millennio a.C. Il vasellame, importante segno della nascita di una società sedentaria, fu introdotto attorno al 2500 a.C., che viene accettata come data di inizio della civiltà mesoamericana. Mentre le popolazioni del deserto del nord continuarono a sopravvivere grazie a caccia e raccolta, nella parte meridionale del Messico l'agricoltura permise la transizione dalle società egalitarie del periodo preclassico antico (tra il XXV ed il XVI secolo a.C.) - basate sulle differenze di genere, età e parentela - alle società più complesse del periodo preclassico mediano.

Quetzalcoatl, una delle principali divinità della Mesoamerica.

Teotihuacán, costruita tra il 300 e il 150 a.C.

El Castillo nella città di Chichén Itzá (città maya).

Dal XII secolo a.C. fino alla conquista spagnola nel 1521, il Messico fu la patria di civiltà avanzate, quali:

Gli Olmechi (apogeo dal 1200 a.C. al 500 a.C.).

La cultura e l’arte olmeca sono ancora poco conosciuti. Sebbene i loro resti siano pochi (testa olmeca di La Venta, si veda in particolare il Museo di Antropologia di Xalapa) si stima che la loro influenza sulla civiltà degli altri paesi sia stata decisiva (l'invenzione della scrittura e del calendario, il culto del giaguaro e il dio della pioggia, ecc). Tutte le civiltà della Mesoamerica pertanto fanno riferimento a quella olmeca.

La civiltà di Teotihuacán (100 a.C. al 650 d.C.)

Teotihuacán fu la più grande città-stato pre-colombiana e che dominò la civiltà che porta lo stesso nome. Costituisce uno dei siti archeologici più visitati del Messico. Fece sentire la propria influenza dal Nuovo Messico al Costa Rica. Nell'VIII secolo Teotihuacan cominciò a decadere e nella regione sorsero diversi Stati ostili fra loro. Nel X secolo questi Stati avevano esaurito le proprie forze, proprio mentre dal deserto del nord giungevano le prime tribù chichimeche. Nel frattempo, nel nord-est i popoli Oasisamericani crearono una civiltà propria, le cui vestigia più importanti in territorio messicano sono localizzate a Paquimé.

Zapotechi (apogeo dal 200 al 700.)

Stanziatisi prevalentemente nell’odierno stato di Oaxaca si costituirono in città-stato teocratiche. Oggi 400 000 persone parlano ancora il zapoteco. Uno dei principali siti archeologici è quello di Monte Albán.

I Maya (apogeo dal 200 al 900.)

Quella Maya fu una delle civiltà più evolute dell’epoca pre-colombiana, caratterizzata dallo sviluppo di importanti centri cerimoniali (il cui simbolo è il tempio a forma di piramide a gradoni). Fondarono la città di Chichén Itzá, una delle più importanti città del Messico pre-ispanico, e Palenque.

I Toltechi (apogeo dal 1000 al 1200.)

I Toltechi inaugurarono l'era dei sacrifici umani, ponendo fine ai riti pacifici. Il capitale tolteca fu la città di Tula.

Gli Aztechi (apogeo dal 1200 al 1500.)

Questo popolo passò nel giro di poco meno di 200 anni dallo status di tribù nomade a quello di impero esteso su un vasto territorio del Messico centrale. La capitale dell'impero azteco fu Tenochtitlan, che divenne l’odierna Città del Messico dopo la sua distruzione nel 1521 ad opera dei conquistadores spagnoli. L'impero crollerà poco dopo, nel 1525.

La Conquista

 

Massacro di Cholula.

  Per approfondire, vedi le voci Conquista dell'impero azteco e colonialismo spagnolo.

Nel 1517 gli spagnoli con Francisco Hernández de Córdoba raggiunsero la costa della penisola dello Yucatán provenienti da Cuba. Diego Velázquez de Cuéllar inviò 4 navi comandate dal nipote Juan de Grijalva nel 1518. Una terza spedizione del 1519, guidata da Hernán Cortés, prese terra a Cozumel. Gli spagnoli inizialmente vennero accolti pacificamente dall’imperatore azteco Montezuma poiché in base a segni premonitori e ad antiche leggende gli uomini di Cortes vennero scambiati per emissari di Quetzalcoatl, una delle principali divinità azteche.

Cuitláhuac e Cuauhtémoc furono gli ultimi leader dell’Impero azteco. Il primo venne sconfitto dagli invasori il 30 giugno 1520, e morì poco dopo durante l'epidemia di vaiolo. Cuauhtémoc, abbandonato dalla maggior parte dei suoi alleati, venne finalmente catturato e giustiziato dagli spagnoli nel 1521. Nell'autunno del 1521 cadde l’Impero azteco ad opera degli eserciti spagnoli composti principalmente da tlaxcalteca. Dopo due mesi e mezzo di assedio, Tenochtitlan fu espugnata, e nel giro di un anno gli spagnoli presero il controllo dell'intero paese e in seguito procedettero alla sottomissione dei regni indipendenti. Quasi tutti i popoli mesoamericani vennero assoggettati nei cinque anni successivi alla caduta di Tenochtitlan. Tuttavia i gruppi semi-nomadi del nord continuarono la resistenza fino quasi al XX secolo, quando gli yaqui negoziarono l'armistizio con l'esercito messicano.

I soldati spagnoli arrivarono accompagnati dai missionari che procedettero alla conversione degli indigeni al cattolicesimo. Tra i religiosi che giunsero nel paese vi furono Vasco de Quiroga, Motolinía, Martín de Valencia, Bernardino de Sahagún, Diego de Landa, Junípero Serra, Sebastián de Aparicio e Bartolomé de las Casas.

Vicereame della Nuova Spagna

La Nuova Spagna.

  Per approfondire, vedi la voce Vicereame della Nuova Spagna.

Dopo la caduta di Tenochtitlan, Hernán Cortés si impossessò del governo del paese proclamandosi Comandante Generale e iniziando la conquista di un vasto impero coloniale conosciuto con il nome di Nuova Spagna. Il territorio, oltre al Messico arrivò a coprire gran parte del sud degli odierni Stati Uniti, (tra cui California, Arizona, Nuovo Messico e Texas). Vennero fondate alcune delle principali città messicane, quali Città del Messico (sulle rovine di Tenochtitlan), Guadalajara, Puebla e Monterrey.

Dal 1535 l'amministrazione della Nuova Spagna venne affidata ad un viceré. Il primo fu Antonio de Mendoza nominato da Carlo V.

Durante questo periodo, la madrepatria spagnola si arricchì grazie alle attività minerarie (oro e argento) e all'agricoltura (coltivazione di canna da zucchero e caffè). Porte di accesso al commercio del paese furono Veracruz (sul Golfo del Messico) e Acapulco (sull’Oceano Pacifico). Sul piano umano la popolazione indigena si ridusse dell’80% a causa delle epidemie e dei massacri. Si stima che prima dell'arrivo degli europei il Messico centrale possedesse 25 milioni di abitanti. Di questi ne erano rimasti poco più di un milione nel 1650 circa.

I tre secoli di dominazione spagnola (15251821) hanno coinciso con l'istituzione del Messico come nazione latina, ispanica, cattolica e meticcia, così come la conosciamo oggi. L'architettura, la gastronomia, le festività, e la struttura della famiglia sono ancora in gran parte influenzate da questi tre secoli di dominazione spagnola.

Nonostante la diffusa distruzione derivante dalla colonizzazione del Messico, una forma d'arte coloniale si sviluppò dal XVI secolo.

L'indipendenza

  Per approfondire, vedi la voce Guerra d'indipendenza del Messico.

Rivolte separatiste scoppiato contemporaneamente in diverse regioni dell'America Latina, tra cui il Messico. Il 16 settembre 1810, un creolo, il sacerdote Miguel Hidalgo y Costilla (oggi eroe nazionale), partì da quella che è oggi la città di Dolores Hidalgo nello stato di Guanajuato alla guida di un esercito formato da abitanti del villaggio e da popolazioni indigene contro la dominazione spagnola. Iniziò con successo la conquista della città, che avverrà nel 1811. Il movimento iniziò ad allargarsi. Creoli (coloni bianchi al potere l'economia locale), meticci e indigeni si allinearono contro i Gachupines (spagnoli nati nelle metropoli alla guida del potere politico). Il primo atto di indipendenza venne firmato il 6 novembre 1813, con il nome di Atto Solenne della Dichiarazione di Indipendenza del Nord America. L'atto di indipendenza del Messico sarà finalmente firmato il 28 settembre 1821.

Il 4 ottobre 1824 il Messico si dota di una costituzione, nasce così la repubblica.

Nell'autunno 1835 i coloni americani del Texas (85% della popolazione) si ribellano contro l'autorità del Messico (in seguito a Fort Alamo), proclamando nel marzo 1836 la "Repubblica del Texas". Il Guatemala e l'effimera Repubblica dello Yucatán dichiarano la secessione. Quest'ultima verrà reintegrata dal Messico dopo due tentativi.

Il XIX secolo

In seguito all'invasione statunitense e a vendite di ampie porzioni di territorio la superficie del Messico diminuì drasticamente.

Nel dicembre 1861 Spagna, Francia ed Inghilterra pretesero il pagamento dei debiti che il Messico aveva nei loro confronti, ed insediarono loro navi davanti al porto di Veracruz, dove imperversava il vomito nero.

Fu permesso loro di scendere a terra per poter portare avanti le trattative.

Nonostante queste, però, nel 1862 il Paese fu invaso da una spedizione voluta da Napoleone III (Spagna ed Inghilterra ritirarono invece le loro richieste) che culminò nella conquista del Paese e nella costituzione dell'Impero Messicano dell'arciduca Massimiliano d'Asburgo che venne poi fucilato per ordine del Presidente repubblicano Benito Juarez il 19 giugno 1867 assieme ai generali conservatori Miguel Miramón.

Guerra messicano-statunitense

Evoluzione del territorio messicano.

  Per approfondire, vedi la voce Guerra messicano-statunitense.

Il Texas, dichiaratosi indipendente, venne in seguito annesso agli Stati Uniti. Nel 1846 il Messico rivendicò il territorio compreso tra il Rio Grande e il Rio Nueces (fiume situato 300 km a nord del Rio Grande). Scoppiò la guerra tra il Messico e gli Stati Uniti che durò dal 1846 al 1848.

Le truppe degli Stati Uniti invasero e occupano il paese dal 1847 al 1848. Dopo la battaglia di Chapultepec, 14 settembre 1847, le truppe degli Stati Uniti issarono la bandiera americana sul Palazzo Nazionale: Città del Messico venne occupata.

La guerra si concluse con la firma del Trattato di Guadalupe Hidalgo, con il riconoscimento da parte del Messico del Rio Grande come confine con il Texas. Il Messico inoltre cedette più del 40% del suo territorio agli Stati Uniti, circa 2.000.000 km². Gli Stati della California, Nuovo Messico, Arizona, Nevada, Utah, la maggior parte del Colorado e del Wyoming divennero territori degli Stati Uniti in seguito alla guerra messicano-statunitense.

Nel 1857 venne promulgata la Costituzione, che disciplinò le istituzioni politiche messicane fino al 1917.

La presidenza di Porfirio Díaz: El Porfiriato

Eroe della guerra contro i francesi, Porfirio Díaz divenne presidente del Messico nel 1876. La sua presidenza si protrasse fino al 1911, comportando un lungo periodo di stabilità. La sua opera verte verso la pace, il progresso, e l’apertura del paese agli investitori stranieri. Le riforme modernizzano e arricchiscono il paese, ma questo non va a vantaggio di tutti e si acuisce il divario tra ricchi e poveri. La ripartizione dei voti alle elezioni e l'insoddisfazione di alcuni ceti, in particolare della classe media, suscita la Rivoluzione.

Rivoluzione

  Per approfondire, vedi la voce Rivoluzione messicana.

Porfirio Díaz, al potere da trent'anni, volle partecipare alle elezioni presidenziali del 1910, al pari di Francisco Madero. Díaz fece imprigionare Madero, per poi rilasciarlo. Díaz vinse le elezioni. Madero raccolse solo poche centinaia di voti in tutto il paese. Molte persone ritennero che vi fossero state palesi brogli, e si ribellarono. Iniziò la guerra civile messicana, detta anche Rivoluzione messicana.

Durante la rivoluzione messicana Diaz dovette affrontare numerose ribellioni, compresa quella di Francisco Villa a nord e Emiliano Zapata principalmente nello Stato di Morelos. Nel 1911, dopo la presa di Ciudad Juarez, Diaz, che voleva evitare una guerra civile, scelse di andare in esilio in Francia.

La Rivoluzione degenerò in una lotta di potere tra i rivoluzionari. Il Presidente Francisco Madero (rivoluzionario) venne assassinato da Victoriano Huerta (reazionario) guidato da Francisco Villa. Zapata venne assassinato nel 1919, Carranza, l’assassino di Zapata, nel 1920, e Francisco Villa nel 1923.

La rivoluzione si concluderà ufficialmente nel 1917, data della nuova Costituzione del Messico, ma le violenze si protrassero fino al 1930 (assassinio di Álvaro Obregón nel 1928). Un'altra ondata di violenze seguirono le misure anticlericali adottate dal governo Calles nel 1926: detta la rivolta dei cristeros.

La rivolta dei "cristeros"

  Per approfondire, vedi la voce Cristeros.

Il periodo di disordini proseguì anche, fra il 1926 ed il 1929, a causa della rivolta "cristiana". La Costituzione approvata nel 1917 prevedeva una netta separazione tra Stato e Chiesa. Nel 1926, il governo volle dare piena attuazione al dettato costituzionale, giungendo a prevedere la requisizione di molti beni ecclesiastici, la chiusura di molte scuole cattoliche e la soppressione degli ordini religiosi, impedendo di fatto la possibilità di divenire frate o suora. Il mondo cattolico, dopo iniziali proteste di piazza, si divise in due movimenti. Il ramo pacifico diede vita alla Lega Nazionale per la Libertà Religiosa, composto e sostenuto dai soci dell'Azione Cattolica. Il ramo favorevole ad azioni violente venne detto "cristero" (da "Cristo Re") e ingaggiò battaglie, soprattutto nel Sud del Messico, con gruppi dell'esercito.

Il governo represse con forza ogni forma di opposizione, dando vita a pubbliche esecuzioni, anche di esponenti non violenti della Lega, accusati soltanto di professare pubblicamente la fede cattolica. Molti iscritti all'Azione Cattolica ed alla Lega sono stati beatificati, nel corso della seconda metà del '900, dalla Chiesa Cattolica, poiché hanno testimoniato la propria fede fino al martirio, senza mai usare la violenza come mezzo di lotta culturale o politica. Nel 1929, impossibilitato a sedare le numerose rivolte, il governo giunse ad un accordo con la Chiesa Cattolica, che prevedeva il rispetto, almeno formale, della libertà religiosa. Alcuni dei "cristeros" più estremisti non condivisero, però, l'accordo, continuando, ancora per un decennio, ad apporsi alle scelte governative.

Il Messico moderno

Alla morte di Álvaro Obregón, Calles divenne il Jefe maximo de la Revolución. Nel marzo 1929 fondò il Partido Nacional Revolucionario, al fine di controllare i vari politici e ponendo se stesso a capo del partito. Al fine di evitare conflitti tra i generali nominò Presidente della Repubblica un civile Emilio Portes Gil per il periodo dal 1928 al 1930. Calles dovette lottare contro una cospirazione militare guidato da José Gonzalo Escobar. Gli anni '30 furono segnati dalla presidenza di Lázaro Cárdenas del Río dal 1934 al 1940, che si propose di rendere il Messico un paese socialista su imitazione dell'URSS. Il Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI) prese il potere nel 1946 e governò il paese senza interruzione fino al 2000, quando ci fu la vittoria di Vicente Fox Quesada, candidato del Partito Azione Nazionale (PAN) (conservatore cristiano-democratico).

Geografia

Carta topografica del Messico.

La sua superficie è di 1.964.375 km², con una superficie continentale di 1.959.248 km² e una insulare di 5.127 km². Il Messico occupa il quattordicesimo posto tra paesi più estesi del mondo.

Ha un'estensione delle coste parti a 11.122 Km ed occupa il secondo posto in America dopo il Canada per chilometri di costa.

Il territorio è in gran parte montuoso; fanno eccezione la penisola dello Yucatan e le coste sul Golfo del Messico. Diversi rilievi superano i 4000 m o addirittura i 5000 m; la cima più alta è quella del Citlaltèpletl (Pico de Orizaba) (5.700 m), che fa parte della Fascia Vulcanica Trasversale. Le principali catene montuose sono la Sierra Madre Occidentale e la Sierra Madre Orientale, tra le quali si estende l'Altopiano Centrale del Messico (in cui sorge Città del Messico).

Fra i numerosi fiumi del Paese il più importante è il Rio Grande, che traccia il confine con gli Stati Uniti e sbocca nel Golfo del Messico.

Divise tra Oceano Atlantico e Oceano Pacifico si trovano numerose isole le quali tutte assieme arrivano ad una superficie di 5.073 Km², le principali sono: le Revillagigedo (Socorro, Clarión, San Benedicto, Roca Partida), e le isole Marías, nel Pacifico; le isole Guadalupe, Cedros, Ángel de la Guarda, Coronado, Rocas Alijos, Isola di Tiburón, Isla del Carmen, di fronte alla penisola della Bassa California e le coste di Sonora; e quelle di Ciudad del Carmen, Cozumel, Isla Mujeres. Tutte assieme coprono una superficie di 5.073 Km².

Morfologia

Il vulcano Citlaltépetl con i suoi 5.610 metri sul livello del mare.

Una valle nello stato del Jalisco.

Il vulcano Popocatépetl con i suoi 5.452 metri sul livello del mare.

La morfologia dello stato messicano presenta paesaggi accidentati e una moltitudine di vulcani. Il territorio è solcato dalla Sierra Madre Oriental e dalla Sierra Madre Occidental, che sono il prolungamento delle Montagne Rocciose. La Sierra Madre Occidental termina nel Nayarit, alla confluenza con la Fascia Vulcanica Trasversale. Da qui, parallelamente alla costa dell’oceano Pacifico, corre la Sierra Madre del Sur.

La Fascia Vulcanica Trasversale attraversa il territorio da ovest a est, per unirsi alla Sierra Madre Oriental nello Scudo Mixteco o Zempoaltépetl (a 3.395 metri di altitudine). Nella Fascia Vulcanica si trovano le vette più alte del Messico: Pico de Orizaba o Citlaltépetl (a 5.610 metri), Popocatépetl (5.462 m.), Iztaccihuatl (5.286 m) e il volcán de Colima.

La prolungazione a sud-est della Sierra Madre Oriental è nota come Sierra Madre de Oaxaca o de Juárez che, con la Sierra Madre del Sur si conclude nell’Istmo di Tehuantepec. A est di questa regione si trova l'altopiano centrale del Chiapas e la Sierra Madre de Chiapas, che ha il suo culmine nel vulcano Tacaná a 4.117 metri sul livello del mare.

Formazioni geografiche tra le più caratteristiche del territorio messicano sono la penisola della Bassa California, nel nord-ovest, e la penisola dello Yucatán a sud-est. La prima è percorsa da nord a sud da una catena montuosa che prende il nome di Sierra de Baja California, Sierra de San Francisco o de la Giganta. Il suo punto più alto è il vulcano di Tres Vírgenes. La penisola dello Yucatán, al contrario, è una piattaforma di calcare quasi completamente pianeggiante.

Situato all’interno dell’arco compreso tra la Sierra Madre Oriental, l’Occidental e la Fascia Vulcanica Trasversale si trova l’Altopiano centrale del Messico, idealmente diviso in due parti dalle piccole colline di Zacatecas e San Luís. La parte settentrionale è più arida e posta ad un livello altimetrico inferiore rispetto a quella meridionale. Si trova il deserto di Chihuahua e il semideserto di Zacatecas. A sud delle colline si trova una fertile regione del Bajío con numerose valli fresche o temperate, come la Meseta Tarasca, la valle di Toluca, e la Poblano-Tlaxcalteca. Nella metà meridionale di questo altipiano si concentra la più alta concentrazione della popolazione messicana.

Tra la Fascia Vulcanica Trasversale e la Sierra Madre del Sur è situata la Depresión del Balsas e la Tierra Caliente de Michoacán, Jalisco e Guerrero. A Est, attraversando la Sierra Mixteca si trovano le Valli centrali di Oaxaca, circondate da montagne impervie che rendono difficile sia l’accesso che le comunicazioni.

Vulcani attivi

I maggiori vulcani del Messico

Idrografia

Il Cañón del Sumidero del fiume Grijalva nel Chiapas.

I fiumi messicani possono essere raggruppati in tre bacini idrografici. Il bacino che versa nell’oceano Pacifico, il bacino del Golfo del Messico e un bacino interno. Il più lungo fiume messicano è il Rio Grande, che getta le sue acque nel Golfo del Messico. Scorre per una lunghezza di 3.034 km, e segna la frontiera con gli Stati Uniti d'America per buona parte del suo corso. Altri fiumi che si gettano nel Golfo sono l’Usumacinta, che segna parte della frontiera con il Guatemala, il Grijalva e il Pánuco, il cui bacino appartiene alla Valle del Messico.

Nel versante Pacifico si trova il fiume Lerma che getta le sue acque nel lago di Chapala, dal quale fuoriesce il fiume Rio Grande de Santiago. Altri grandi fiumi sono il Balsas, di vitale importanza per le città degli altipiani del Messico, il Sonora, Fuerte, Mayo e Yaqui, che sostengono la prospera agricoltura nel nord-ovest del paese, e il fiume Colorado, condiviso con Stati Uniti.

I fiumi interni, vale a dire quelli che non scorrono verso il mare, presentano spesso basse portate. Il principale è il fiume Casas Grandes che scorre tra gli stati di Chihuahua, Nazas e Durango. La maggior parte dei fiumi in Messico presenta basse portate, e quasi nessuno è navigabile.

In Messico sono presenti numerosi laghi e lagune, anche se spesso di dimensioni modeste. Il più grande corpo d’acqua interno è il lago di Chapala nello stato di Jalisco, anche se a causa dello sfruttamento intensivo è a rischio di estinzione. Altri laghi principali comprendono il Lago Patzcuaro, il Lago Zirahuén e il Lago Cuitzeo, tutti all’interno del Michoacán. In aggiunta, la costruzione di dighe ha portato alla formazione di laghi artificiali, come il Lago de Mil Islas in Oaxaca.

Clima

Il Messico è un paese con una gran diversità climatica. La posizione geografica del paese lo colloca in due zone ben distinte separate dal Tropico del Cancro. Questo parallelo potrebbe separare idealmente il paese in una regione tropicale e una regione temperata. Tuttavia, la topografia e la presenza degli oceani hanno una grande influenza nella formazione della mappa climatica messicana.

Deserto arido in Bassa California.

Foresta tropicale in Chiapas.

Boschi montani in Nuevo León.

Altipiano centrale nello stato di Hidalgo.

Altipiano in San Luis Potosí.

Territorio insulare in Quintana Roo.

In questo modo, in Messico, si possono trovare i climi freddi delle cime montane a poche centinaia di chilometri dai climi più caldi della piana costiera. I climi più estremi sono quello dello stato di Chihuahua, dove si registrano temperature tra le più basse del paese che possono toccare i -20° C., e quello del deserto di Sonora, dove talvolta si superano i 45° C. Si presenta poi una regione dal clima caldo e piovoso lungo le pianure costiere del Golfo del Messico e del Pacifico. Questa regione presenta temperature comprese tra 15,6° C. e 40° C. Un’altra regione dal clima caldo è quella compresa tra i 614 e gli 830 metri sul livello del mare, dove le temperature variano tra 16,7° C. della media di gennaio e 21,1° C. di luglio. La regione fredda è quella compresa tra i 1.830 metri sul livello del mare a i 2.745 metri.

Un clima temperato semi-umido presenta temperature che variano tra i 10° e i 20° C., con precipitazioni non superiori ai 1.000 mm all’anno. Ad un'altitudine superiore ai 1.500 metri, la presenza di questo ambiente dipende dalla latitudine della regione. In aree con tali condizioni meteorologiche, le gelate sono una costante che si verifica ogni anno.

Un secondo tipo di clima è quello caldo-umido e caldo semi-umido. In aree con questo clima, piove durante l'estate o per tutto l'anno. La pioggia raggiungono i 1.500 mm annui con temperature medie tra i 24° e i 26° C. Le aree con questo clima si trovano prevalentemente lungo la piana costiera del Golfo del Messico, dell’oceano Pacifico, dell'Istmo di Tehuantepec, nel nord del Chiapas e nella penisola dello Yucatán.

Il clima tropicale secco presenta varietà rispetto ai climi elencati in precedenza. Si localizza lungo le pendici della Sierra Madre Occidental e Orientale, nei bacini superiori dei fiumi Balsas e Papaloapan, così come in alcune regioni dell’Istmo di Tehuantepec, della penisola dello Yucatán e dello stato del Chiapas. Il clima tropicale secco è, quindi, quello che si presenta sulla regione più vasta tra i climi estremi caldi del Messico.

Le zone temperate sono quelle regioni in cui la pioggia annuali sono inferiori ai 350 mm. La temperatura media annuale varia tra i 15 ei 25° C., e il tasso delle precipitazioni è altamente variabile. La maggior parte del territorio messicano che si trova a nord del Tropico del Cancro presenta queste caratteristiche.

La stagione umida va da maggio a ottobre. In media piove 70 giorni all'anno. Il tono dominante, tuttavia, è la mancanza di precipitazioni in più parti del territorio, un dato di fatto connesso alle presenza di alte montagne che ostacolano l’avanzata delle nuvole cariche di pioggia e che fanno da cornice all’altopiano messicano. Nella zona temperate degli altopiani la media è 635 millimetri di pioggia all'anno. Nelle regioni più freddi, ad alta quota, si registrato tassi di 460 mm. Nell’area semidesertica a nord dell’altopiano messicano si registrano appena 254 mm di pioggia all'anno. In contrasto con l'aridità di questa ragione (in cui si concentra l’80% della popolazione messicana), in alcune aree del paese si registrano quasi 1.000 mm di precipitazioni all’anno, con punte di 3.000 mm.

La temperatura media del paese è di circa 19° C.

Biodiversità

Un "Lepisosteus", una delle specie endemiche del Messico.

Un Giaguaro, mammifero nativo del Messico.

Il Messico è uno dei 18 paesi megadiversi del mondo. Con circa 200.000 specie differenti, il Messico è la patria di 10-12% della biodiversità globale.[16] E’ capofila nella biodiversità dei rettili con 707 specie conosciute, al secondo posto con 438 specie di mammiferi, quarto con 290 specie di anfibi, e sempre quarto per la propria flora, con 26.000 specie diverse.[17] Il Messico è anche considerato il secondo paese al mondo per gli ecosistemi e il quarto per specie totali.[18] Circa 2.500 sono le specie protette dalla legislazione messicana.[18] Il governo messicano creò il Sistema Nazionale di Informazione sulla Biodiversità, incaricato di studiare e promuovere l'utilizzo sostanziale degli ecosistemi.

In Messico 170.000 chilometri quadrati sono considerati "Aree Naturali Protette". Sono inclusi 34 riserve della biosfera (ecosistemi inalterati), 64 parchi nazionali, 4 monumenti naturali, 26 aree per proteggere la flora e la fauna, 4 zone di protezione naturale e 17 santuari (zone con una ricca diversità delle specie).[16]

Demografia

Con una popolazione di 108 milioni di abitanti il Messico è una delle Nazioni più popolate del mondo ed è, subito dopo il Brasile, il Paese più popolato dell'America Latina. Il 60% della popolazione è costituita da meticci, di discendenza mista europea (soprattutto spagnola) ed indigena. Gli Amerindi, appartenenti a varie Nazioni indigene, rappresentano il 20% dei Messicani.

Il 19% degli abitanti è invece di origine europea. Si tratta soprattutto di creoli (di origine spagnola), anche se vi sono Italiani, Francesi, Tedeschi, Polacchi, Russi ed Inglesi. Circa 4.000 Italiani vennero nella seconda metà dell'Ottocento e crearono alcune colonie di Italo-messicani ancora esistenti (come Chipilo, vicino Puebla). Il restante 1% della popolazione è composta da Ebrei, Arabi, Turchi, Cinesi e Giapponesi.

Il Messico è lo Stato che ospita il maggior numero di Statunitensi che vivono al di fuori degli U.S.A. Ciò è dovuto in primo luogo ai legami economici, sempre più importanti, fra i due Paesi a seguito agli accordi di libero commercio firmati con Stati Uniti e Canada (NAFTA, operativo dal Gennaio 1994). Inoltre, gli Statunitensi considerano il Messico un'ottima meta di ritiro dalla vita frenetica: questo vale in particolare per San Miguel e per altre località della Baja California. In Messico coesistono 56 differenti etnie indigene, le quali affondano le loro radici nella storia precedente al colonialismo. Dallo Stato di Sinaloa al Chiapas vivono 10 milioni di indios. Il Messico è il Paese dell'America latina con la più bassa presenza di popolazione di origine italiana.

Zone Metropolitane

Posiz.

Città

Stato

Pop.

Posiz.

Città

Stato

Pop.

Città del Messico
Città del Messico
Guadalajara, JA
Guadalajara
Monterrey, NL
Monterrey

1

C. del Messico

DF

19.231.829

11

Querétaro

Qro

918.100

2

Guadalajara

Jal

4.095.853

12

Mérida

Yuc

897.740

3

Monterrey

NL

3.664.331

13

Mexicali

BC

855.962

4

Puebla

Pue

2.109.049

14

Aguascalientes

Ags

805.666

 

5

Toluca de Lerdo

Méx

1.610.786

15

Tampico

Tamps

803.196

6

Tijuana

BC

1.483.992

16

Culiacán

Sin

793.730

7

León

Gto

1.425.210

17

Cuernavaca

Mor

787.556

8

Cd. Juárez

Chih

1.313.338

18

Acapulco

Gro

786.830

9

Torreón

Coah

1.110.890

19

Chihuahua

Chihuahua|Chih

784.882

10

San Luis Potosí

SLP

957.753

20

Morelia

Mich

735.624

Fonte:

Economia

Il distretto degli affari di Santa Fe a Città del Messico.

Il Messico ha un’economia di libero mercato, e fa parte dei paesi con un reddito medio-alto. E' all’11° posto fra le più grandi economie del pianeta in termini di prodotto interno lordo misurato a parità di potere d'acquisto.[20] Secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale, il Messico nel 2007 possedeva il secondo reddito pro capite più elevato fra i paesi dell’America Latina in termini nominali a 9.716 $, e il più alto in termini di parità di potere d'acquisto, a 14.119 $.[20] Dopo la crisi economica del 1994, il Messico ha intrapreso una notevole fase di recupero, modernizzando e diversificando la propria economia. Le recenti amministrazioni hanno anche permesso un miglioramento delle infrastrutture e l’apertura alla concorrenza in settori quali quello portuale, ferroviario, delle telecomunicazioni, dell’energia elettrica, della distribuzione di gas naturale e degli aeroporti. La più grande fonte di reddito messicano è il petrolio.[21] Secondo la Goldman Sachs, nel 2050 le cinque più grandi economie del pianeta saranno quella di Cina, Stati Uniti, India, Brasile e Messico.[22] Il Messico è il più grande produttore di autovetture del Nord America, avendo superando Canada e Stati Uniti.[23]

Mappa dell'Indice di sviluppo umano (HDI) negli stati del Messico (2004).

██  0,80 e più

██  0,750–0,799

██  0,70–0,749

Secondo il direttore per il Messico presso la Banca mondiale, la popolazione in condizioni di povertà è diminuita dal 24,2% al 17,6% tra il 2000 e il 2004, passando dal 42% al 27,9% nelle zone rurali nello stesso periodo.[24] Tuttavia le disparità di reddito rimane un problema, ed enormi divari restano non solo tra ricchi e poveri, ma anche tra il nord e il sud del paese, e tra zone urbane e rurali. I netti contrasti in termini di reddito e di sviluppo umano sono altresì un grave problema messicano. Nel 2004 l’indice di sviluppo umano adottato delle Nazioni Unite registrato nel Benito Juárez, un distretto di Città del Messico, e San Pedro Garza Garcia, nello Stato di Nuevo León, riportava un livello simile a quello registrato in Germania e Nuova Zelanda in termini di sviluppo economico, educativo e di aspettativa di vita. Al contrario, Metlatonoc, nello stato di Guerrero presentava un HDI simile a quello della Siria.[25]

La crescita media annua del PIL per il periodo 1995-2002 è stato del 5,1%. L'inflazione ha raggiunto il livello più basso attestandosi al 3,3% nel 2005, e i tassi di interesse bassi hanno spinto il credito al consumo nella classe media. Il Messico ha sperimentato all’inizio del XIX secolo un periodo di stabilità monetaria: il deficit di bilancio è stato ulteriormente ridotto e il debito estero si è attestato a meno del 20% del PIL.

Le rimesse da cittadini messicani che lavorano negli Stati Uniti hanno raggiunto i 20 miliardi di dollari nel 2004 ed è la settima più grande fonte di reddito estero, dopo petrolio, esportazioni industriali, manufatti, elettronica, industria automobilistica e alimentare.[26] Nel 2008 sono stati inviati in Messico 67,5 miliardi di dollari dagli emigranti negli Stati Uniti.[27]

Circa il 90% del commercio messicano è stato messo sotto accordi di libero scambio con oltre 40 paesi, di cui il North American Free Trade Agreement (NAFTA) resta la più significativa. Quasi il 90% delle esportazioni messicane prendono la stradi degli Stati Uniti e del Canada,[28] e quasi il 65% delle importazioni provengono da questi due paesi.[28] Altri importanti accordi commerciali sono stati firmati con l'Unione europea, il Giappone, Israele e diversi paesi dell'Europa centrale e del Sud America. Il Messico è diventato un attore importante nel commercio internazionale, tanto che se misurato in dollari il valore delle esportazioni messicane sarebbe il 15° al mondo, e il 10° se l'Unione europea venisse trattata come una singola entità statale,[29] pari circa al totale delle esportazioni di tutti i membri del Mercosur considerati insieme, Venezuela compreso.[29]

Agricoltura

L'agricoltura costituisce ancora l'occupazione di parte preminente della popolazione, che in grandi regioni la esercita ancora secondo modalità primitive, come nella valle di Tehuacàn, per gli archeologi la patria del mais, coltivato in centinaia di ecotipi primitivi da campesinos che arano i campi con un unico strumento della tecnologia occidentale, l'aratro di legno portato dagli uomini di Cortéz [30] In regioni diverse, verso gli Stati Uniti, l'agricoltura è alquanto evoluta, le varietà impiegate sono moderne, si usano fertilizzanti e antiparassitari, ma la spietata concorrenza imposta dal sistema del libero scambio voluto dagli Stati Uniti non consente ai piccoli proprietari, che hanno famiglie numerosissime, di accumulare il capitale necessario per nuove attrezzature. L'impiego di pratiche irrigue primitive, cui sono costretti contadini che non possono acquistare impianti di microirrigazione, sta abbassando, ad esempio, le falde della regione di Celaya, una delle più avanzate, di 6 metri all'anno, destinando una regione popolosa a convertirsi in deserto [31].

Risorse minerarie

La ricchezza mineraria tradizionale del Messico è l'argento. Attualmente, le maggiori miniere sono a Pachuca (Hidalgo) e a Paral (Chihuahua), mentre il piombo, spesso associato, ha come luoghi di maggior produzione mineraria gli stati di Chihuahua, in cui si trova la famosa miniera di Naica, e del Nuovo Leon. Complessivamente, i dati del 2004 davano 2.850 tonnellate d'argento e 150.000 di piombo.

Da un secolo si è affiancata l'estrazione del petrolio, soprattutto nel Golfo del Messico, con 168,728 milioni di tonnellate prodotte nel 2004.

Politica

Secondo la Costituzione Politica del Messico il paese è una repubblica democratica, rappresentativa e federale integrata da 31 stati liberi e sovrani e un distretto federale (la capitale), sede dei poteri della federazione.

Il Presidente del Messico occupa la presidenza della repubblica, e svolge i compiti di capo di stato e di governo allo stesso tempo. Il presidente ha la facoltà di nominare i titolari delle segreterie di stato, e che fanno parte dunque del gabinetto presidenziale. Il Mandato del presidente dura sei anni e non esiste la possibilità di una rielezione neanche come vicepresidente. Nel caso in cui un presidente della Repubblica si trovasse in condizione di non poter terminare il proprio mandato, la presidenza ricadrebbe ad interim nelle mani di una persona eletta dal Congresso. Dal 2006 il presidente del Messico è Felipe Calderón Hinojosa (PAN). In occasione di queste ultime elezioni, la coalizione del candidato presidenziale Andrés Manuel López Obrador (PRD), giunto secondo di misura (terzo fu Roberto Madrazo del PRI) denunciò pesanti brogli a favore del candidato del PAN Feilipe Calderón.

Principali partiti nelle elezioni del 2 luglio 2006:

Il 2 luglio 2000 fu eletto Presidente Vicente Fox (PAN), che sconfisse Francisco Labastida (PRI), mentre terzo giunse Cuauhtémoc Cárdenas (PRD).

Il 21 agosto 1994 fu eletto Presidente Ernesto Zedillo (PRI), che sconfisse nettamente Diego Fernández de Cevallos (PAN) e Cuauhtémoc Cárdenas (PRD).

Il 6 luglio 1988 fu eletto Presidente Carlos Salinas de Gortari (PRI), che sconfisse nettamente Cuauhtémoc Cárdenas (PRD) e Manuel Clouthier (PAN).

Il parlamento è eletto ogni tre anni, quando occorre simultaneamente al Presidente.

Distretti Elettorali Federali del Messico

I Distretti Elettorali Federali del Messico sono le 300 unità nelle quali si divide il territorio messicano e in ognuna delle quali viene eletto un deputato federale, membro della Camera dei deputati del Messico.

Geografia politica

Il Messico è diviso in 31 stati (estados) e un distretto federale (Distretto Federale Messicano). Ogni stato ha una costituzione propria e un governatore eletto direttamente.

Divisione politica del Messico

Stato

Popolazione (2005)

Superficie (km²)

Capitale

Stati Uniti Messicani

103.088.000

1.959.248

Messico D.F.

1. Aguascalientes

1.065.416

5.625

Aguascalientes

2. Bassa California

2.842.000

71.546

Mexicali

3. Bassa California del Sud

517.000

73.943

La Paz

4. Campeche

751.000

57.727

Campeche

5. Chiapas

4.256.000

73.681

Tuxtla Gutiérrez

6. Chihuahua

3.238.000

247.487

Chihuahua

7. Coahuila

2.475.000

151.445

Saltillo

8. Colima

562.000

5.627

Colima

9. Durango

1.489.000

123.367

Victoria de Durango

10. Guanajuato

4.893.000

30.621

Guanajuato

11. Guerrero

3.116 000

63.618

Chilpancingo de los Bravo

12. Hidalgo

2.334.000

20.856

Pachuca de Soto

13. Jalisco

6.652.000

78.630

Guadalajara

14. Messico

14.161.000

22.333

Toluca de Lerdo

15. Michoacán de Ocampo

3.988.000

58.667

Morelia

16. Morelos

1.605.000

4.892

Cuernavaca

17. Nayarit

943.000

27.862

Tepic

18. Nuevo León

4.164.000

64.203

Monterrey

19. Oaxaca

3.522.000

93.343

Oaxaca de Juárez

20. Puebla

5.391.000

34.251

Puebla

21. Querétaro

1.593.000

11.658

Santiago de Querétaro

22. Quintana Roo

1.134.000

42.535

Chetumal

23. San Luis Potosí

2.412.000

61.165

San Luis Potosí

24. Sinaloa

2.610.000

57.331

Culiacán Rosales

25. Sonora

2.384.000

179.516

Hermosillo

26. Tabasco

2.013.000

24.747

Villahermosa

27. Tamaulipas

3.020.000

80.148

Ciudad Victoria

28. Tlaxcala

1.061.000

3.997

Tlaxcala de Xicohténcatl

29. Veracruz

7.081.000

71.856

Xalapa de Enríquez

30. Yucatán

1.803.000

39.671

Mérida

31. Zacatecas

1.357.000

75.416

Zacatecas

32. Distretto Federale D.F

8.670.000

1.484

Città del Messico

 

Il Messico fa parte dell'OEA e dell'APEC.

  Per approfondire, vedi la voce Situazione della linea di confine tra Messico e Stati Uniti.

Cultura

Religione

Religioni in Messico1

Religioni

Credenti

Cattolica

74.612.373

Protestanti e Evangelici
 

Storiche
Pentecostalismo
La Luce del Mondo
Altre

4,408,159
 

599.875
1.373.383
69.254
2.365.647

Bíbliche non Evangeliche
 

Avventisti
Mormoni
Testimoni di Geova

1,751,910
 

488.945
205.229
1.057.736

Ebraismo

45.260

Atei

2.982.929

Non Specificata

732.630

1Si calcola solo la popolazione maggiore di 5 anni,
nell'anno 2000 arrivava a 84.794.454

Fonte: INEGI (2000) [2]

La religione predominante è la cattolica (89%), seguono varie confessioni protestanti (6%) e un 5% di altri credenti o atei. Alcuni amerindi, pur dichiarandosi cattolici, praticano in realtà una religione sincretista, che mescola il cristianesimo e alcuni elementi degli antichi culti aztechi e maya. I Mormoni si stanno diffondendo in modo significativo nelle principali città presso il confine nord-orientale. L'ebraismo è presente da molti secoli in Messico e attualmente vi sono circa 100.000 ebrei nel paese. I musulmani (di origine araba o turca) sono alcune migliaia.

Lingue

In Messico, a livello costituzionale, de jure non esiste una lingua che venga designata come lingua ufficiale.[32] Tuttavia la Ley General de los Derechos Lingüísticos riconosce lo status di lingua nazionale allo spagnolo e alle lingue indigene native del territorio, così come a quelle di altri popoli indios che si sono stabiliti nel loro territorio. Lo spagnolo è la lingua dominante nelle attività ufficiali, anche se vi è un intendo da farne la lingua ufficiale del paese. Lo spagnolo è parlato da quasi la totalità dei messicani.

Circa il 7% della popolazione parla una lingua amerindia. Il Governo riconosce 62 lingue amerindie, tra le quali le più parlate sono il Nahuatl ed il Maya (entrambe con 1,5 milioni di parlanti). Altre, come il Lacadon, sono usate da meno di 100 persone. Il governo ha promosso programmi educativi bilingue (in Spagnolo e in una lingua locale) presso le comunità indigene rurali.

L'Inglese è molto conosciuto nelle grandi città, presso il confine statunitense e nelle località balneari. L'inglese sta diventando popolare soprattutto fra i giovani, mentre le più prestigiose scuole private offrono un'educazione bilingue.

Da segnalare è inoltre la comunità di Chipilo nello Stato di Puebla, documentata da vari linguisti (tra cui Carolyn McKay). La città, infatti, venne fondata nel 1882 da immigrati provenienti dal Veneto. Mentre tutti gli altri Europei di origine non spagnola hanno finito col perdere la loro lingua originaria, gli Italo-messicani abitanti di Chipilo (e di alcune zone vicine) conservano straordinariamente inalterata la lingua veneta parlata dai loro nonni, rappresentando perciò una minoranza linguistica non riconosciuta ufficialmente.

Sport

Baseball

Il baseball è uno degli sport più diffusi in Messico, il campionato è denominato Liga Mexicana de Béisbol, viene giocato da marzo ad agosto. La nazionale messicana di baseball partecipa regolarmente ai campionati mondiali ottenendo buoni risultati. Nel 2006 la nazionale è stata invitata al World Baseball classic, il mondiale organizzato dalla Major League Baseball piazzandosi nella seconda fase eliminatoria.

  

 

 

HOME  pagina precedente  -  pagina successiva